Tradizioni di Sardegna

Terra di poesia

NURAGHE Sardegna

La Sardegna è una terra di poesia, storia e tradizioni, radici profonde che ci contraddistinguono per l’amore che proviamo per la nostra Madre Terra. Per di più con il premio Nobel la scrittrice Grazia Deledda racconta con i suoi romanzi il vivere del passato in essa.

Inoltre la Sardegna, ci narra di lei attraverso le memorie che danzano, i ricordi che suonano e cantano insieme vecchie ninna nanne, che tuttavia ci vengono trasmesse dalle vecchie madri.

memorie

Perchè in quella musica c’è tutta la voce delle lacrime per i sacrifici da affrontare, la forza di andare avanti nonostante le difficoltà e la gioia di ballare insieme.

Così che lei è la voce di ogni popolo che raccoglie tutta la sua eredità. Sono eterne le memorie della musica perché infondo le canzoni siamo noi e anche se non vuoi con il tempo le ritroverai proprio come ci ritroveremo noi.

tradizioni di sardegna
Maria Carta

Musica Sarda

Maria Carta è stata una cantautrice e attrice, la più grande interprete della musica Sarda. Durante la sua carriera ha ripercorso vari aspetti della musica tradizionale in particolare ” su cantu a chiterra ” i suoi repertori si concentravano appunto su ninna nanne, gosos e canti tradizionali religiosi.

Canta in lingua Logudorese, iniziò a 8 anni mentre si recava tutti giorni prestissimo nelle campagne per lavare i panni, ben presto si sparse la voce e iniziarono a invitarla alle feste di paese. E così diede inizio a una lunga carriera.

La tradizione nel vestiario

Per tornare al punto precedente sulla storia della tradizione facciamo un piccolo collegamento al vestiario e al modo di vivere.

L’abito della tradizione sarda ha caratteristiche analoghe alla lingua in questione. Ogni comunità ha il suo, così ugualmente la sua parlata tipica. Infatti ora si indossa soltanto per feste di paese, processioni etc, ma prima era il vestiario di tutti i giorni.

Quindi si usava vestirsi in questa maniera per andare a lavorare nei campi ma anche per occasioni di gala sebbene i capi destinati all’uso giornaliero venivano realizzati con tele piuttosto resistenti di cotone o lino considerando che camicia e mutandoni nascevano principalmente come indumenti intimi.

Comprendeva la camicia o (càmisa o Bentòne) con maniche molto larghe , mutandoni, un gonnellino tipicamente di orbace, giubetto e copricapo chiamato anche “Berritta”

non si differenziava tanto da quello di festa, se no come già accennato per la raffinatezza dei tessuti e dei ricami

Abito Pulese maschile

Mentre la donna aveva diverse tipologie, prima di tutto quello da massaia che usavano per le faccende domestiche e nei campi come da esempio nell’immagine

comprendeva sempre la camicia, il corsetto ” su croprettu” il fazzoletto per il capo ” muccadori de conca”, la gonna in bordatino e grembiuli ricamati unicamente a mano

Abito pulese femminile

tradizioni Sardegna costume di pula di massaia
costume da massaia pula

Per le occasioni di gala l’abito era più curato cioè composto dalla camicia, un grembiule e un corsetto ricamati in filo oro con un pregiato tessuto di brocato, la gonna di bordato la cuffia per raccogliere i cappelli che per chi li aveva molto lunghi non utilizzava in quanto riusciva a indossare il velo o lo scialle fermandoli con ornamentali trecce. fazzoletto di seta bianco nel petto per poi sfoggiare i gioielli in cui ognuna di loro aveva un determinato nome, come ad esempio: Su lasu qui sotto da portare al collo o su piccioni e così via

C’era l’abito da sposa molto similare a quello di festa ma con una gonna di panno rosso e una striscia di brocato ai piedi. e su gipponi .

abito da festa di pula

Leggende sarde

La Sardegna ci narra mediante leggende di un mondo suggestivo e affascinante di contaminazioni storico culturali, dei racconti popolari che per di più si usava riunirsi per strada e raccontare queste storie. Dove si incontravano demoni, tracce di miti come i Giganti di Monte Prama, Menhir, riti iniziatici nel mondo agropastorale come per esempio : ” Gli érchitos” ossia uomini condannati a trasformarsi in animale durante la notte, ” Le Sùrbiles” ovvero le donne vampiro e ancora le Janas e altri personaggi leggendari.

I riti

Ancora oggi alcune anziane della Barbaggia, Ogliastra etc etc, ripetono alcuni riti per scongiurare il malocchio come ” sa mexina de s’ogu” clicca qui, ritrovare qualcosa smarrita e tanto altro. tutto ciò invocandosi alla luna al sole e alla fede Cristiana.

Poi se questi gesti o riti appartenevano ad un’altra epoca a loro poco importa, sanno solo che con certi gesti accompagnati alla preghiera ottenevano certi risultati e soprattutto la fiducia delle persone, in questo punto hanno riflettuto durante l’intervista su un tempo morto, un mondo che ormai non c’è più.

Tutto questo è un Patrimonio della tradizione orale e scritta che merita di essere ancora narrato : l’umiltà nell’aiutare il prossimo, di dividere il cibo e le cose nell’ospitalità.

ad s’istranzu non l’abbaides sa bertula:

all’ospite non guardare mai la bisaccia

https://www.youtube.com/watch?v=coSSEA40N9Y
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CRS4

CSR4 centro ricerche Sardegna hi-tech

crs4 centro ricerche Sardegna

CRS4 pula

Il CRS4 centro ricerche Sardegna nasce nel 1990 è un centro di ricerca multidisciplinare, costituito dalla regione Sardegna, il cui socio unico è Sardegna Ricerche.

Esso si basa sullo studio, sviluppo, innovazione e applicazione di soluzioni a problemi ambientali, sociale e industriali. Inoltre tali sviluppi sono concentrati sulla scienza, tecnologia dell’informazione; come tale infatti è condotto uno studio ad alte prestazioni

dig

Come accennato precedentemente, il CRS4 è guidato dal 1990 al 1999 dal premio Nobel per la fisica con CARLO RUBBIA, successivamente dal 2003 il centro è situato nel Parco Scientifico e tecnologico Polaris; Concentrato nella natura della bellissima pineta di Pula a 40km da Cagliari.

Crs4 pula centro ricerche Sardegna
Crs4 Pula

In particolare la missione del centro è quella di far crescere delle imprese HI-TECH per lo sviluppo economico e culturale della Sardegna.

Tali ricerche si focalizzano sulla tecnologia nei settori della bioscienza, dell’energia ambientale. Per questo motivo il Crs4 stipula accordi con le migliori accademie scientifiche, non solo partecipa a progetti nazionali ed internazionali.

Ma ancora più importante nel parco tecnologico di pula è in funzione NEXT una piattaforma informatica che studia il Genoma e può supportare la ricerca di cure e vaccini.

crs4 centro ricerche Sardegna Next

L’iniziativa nasce dalla volontà di rispondere all’emergenza causata dal SARS-CoV-2, il virus che provoca la sindrome respiratoria acuta grave chiamata COVID-19

pineta pula crs4 centro ricerche Sardegna

L’evoluzione

Ultimamente Comune di Cagliari e centro di ricerca di Pula siglano un’intesa che consentirà di creare nell’Ex distilleria di Pirri un polo di innovazione, dal momento possono contare sulla fibra ottica e sul wifi in continua espansione.

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Parco Giochi

Parco giochi a Pula

parco giochi

Pula non è solo, mare, montagna ma è anche sport e relax all’aria aperta. Per questo si è pensato pure ai più piccoli allestendo il parco giochi in cui è possibile giocare liberamente e svolgere attività motoria.

Queste aree sono appunto conosciute per poter dare opportunità di gioco e svago al di fuori di scuole e altre attività mettendo al primo posto l’occasione di socializzazione.

Quindi se avete voglia di una bella vacanza a Pula, potete tranquillamente portare i vostri bambini al parco e mentre loro si divertono voi potete rilassarvi nelle aree pic-nic sotto i pini.

parco giochi

Si raggiunge facilmente dal viale nora, oltrepassando il cimitero a circa 200mt direzione Nora sulla vostra destra troverete il parco . Qui le indicazioni come raggiungere il Parco giochi Alfredo Rampi

Parco Avventura

Parco avventura

Ancor di più potete raggiungere dalla S.S 195 L’ ADVENTURE PARK e volare tra gli alberi gustandovi delle emozioni uniche. arrivate al parco avventura come detto prima dalla strada statale 195 altezza Santa Margherita di Pula e immetendovi nella comunione La Pineta, è richiesta la prenotazione di seguito vi lascio tutte le informazioni

parco a pula
parco avventura

Indirizzo: Viale delle Ondine, 09010 Pula CA

Telefono : 347 185 1054

Qui tutte le informazioni

Area attrezzata

Non solo oltre questo a pula troverete pure delle aree attrezzate per muoversi liberamente facendo dello sport a stile libero, esattamente situate, una in piazza dei venti a pula proseguendo via levante sulla destra, la seconda via delle mimose in Pula

aree attrezzata pula

Buon divertimento

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Sport

Sport e Svago

Pula è immersa nella natura dai colori strepitosi e dai profumi mediterranei come tale ciò invoglia a trascorrere delle giornate all’insegna di sport e svago all’aria aperta.

Gli sport praticabili sono molteplici, tra cui corse e passeggiate a Piscinamanna in un bosco, tra la folta vegetazione e corsi d’acqua che formano cascate con acque cristalline.

sport e svago a pula

passando accanto alle strutture del Centro Polaris, ci conducono a dominare con la vista le valli comprese tra il Rio Palaceris e il Rio Montixeddu.

percorsi

qui, potete visionare il sito e poter aderire alle prenotazioni:

Lunghezza: circa 10 Km,
Dislivello in salita: circa 350 m,
Tempo: circa 5 ore
Partenza: ore 8 Parcheggio Banca CIS, lato viale Diaz, Cagliari.
Auto propria, scarpe da trekking, pranzo al sacco, acqua da bere.
Costo: €20 a persona
Adesioni entro le ore 20:00 di venerdì 23 NOVEMBRE al 3489305607

Questi percorsi sono percorribili anche in bicicletta.

sport e svago pixinamanna
sport e svago bici

Percorriamo insieme alcune tappe di questa fantastica avventura. Lasciato il mare e indossati abiti adatti per una escursione montana, non ci resta che scegliere la meta.

      Gli itinerari naturalistici possibili sono le foreste di:

     1-Gutturu Mannu (Comuni di Capoterra e Assemini);

     2-Pantaleo (Comuni di Santadi e Nuxis );

     3-Monte Nieddu (Comuni di Villa San Pietro e Sarroch);

     4-Pixinamanna (Comuni di Pula, Villa San Pietro e Sarroch);

     5-Is Cannoneris (Comuni di Pula, Domus de Maria, Villa San Pietro).

il sentiero del basso sulcis si sviluppa nei territori comunali di Villa San Pietro e Pula. Il sentiero si affronta infatti in due giorni di marcia, il cammino necessita di tende e pernottamento. Lo sviluppo del sentiero è di 26.5 km dislivello in salita circa 900 mt.

3- Monte Nieddu (2.451 ettari)

     A Monte Nieddu si accede percorrendo da Cagliari o da Pula, la SS. 195 – Sulcitana, fino a Villa San Pietro, svoltando poi al semaforo in direzione delle montagne. Flora e fauna sono immense Il territorio aspro e selvaggio è attraversato da stradine non asfaltate, a tratti fortemente accidentate, talvolta difficili da percorrere con una semplice utilitaria. Gli stretti sterrati che si inerpicano sulle pareti rocciose e scoscese comunque, non mancano, di tanto in tanto di regalarci qualche emozione, per l’attraversamento, non raro, di fauna selvatica (cinghiali o cervi)

     Splendidi oleandri allietano quasi per intero il vostro cammino da “Punta de Su Suinargiu” e Su Sperrimu, all’ingresso di questa particolare area montuosa, fino a “Su Medau ‘e Monte Nieddu“. Percorrere da maggio a settembre le vallate del Rio Nieddu, con l’oleandro in fiore, di certo vi regalerà piacevoli ricordi.

4- Pixinamanna (4.796 ettari)

     Questa località è raggiungibile percorrendo la SS. 195 – Sulcitana fino a Pula. Proseguendo in direzione di Is Molas ed oltrepassando il Centro Ricerche indicato come Polaris, si raggiunge la Caserma forestale di Pixina Manna.

     La foresta di Pixinamanna, confina a nord con le foreste di Is Cannoneris e Pantaleo ed a Nord-Est con Monte Nieddu e Gutturu Mannu. Qui è presente la macchia mediterranea per lo più formata da cisti, eriche, elicrisi, mirto ed oleandro, si alternano maestose querce da sughero, lecci e ginepri secolari. Le strade interne al bosco sono percorribili solo a piedi o in bicicletta, per via degli sbarramenti apposti all’ingresso di esse al fine di tutelare e preservare l’ambientale naturale. La parte bassa, mediamente a quota 100 metri s.l.m. è ricoperta di pino marittimo, mimosa e corbezzolo.

Tappe

Dalla Caserma di Pixinamanna o Caserma del rio Palaceris, così detta per la presenza dell’omonimo Rio, si prosegue a piedi in una strada sterrata che conduce alla Dispensa Tonietti (rifugio montano e punto di ristoro a m. 231 s.l.m.) Da quì è possibile proseguire fino a s’Arcu e Montixi (m. 642 s.l.m.) e volendo, anche fino a s’Arcu e s’Olioni per discendere poi il Canale de su Longufresu. Altri sentieri interessanti da segnalare, sono quelli che dalla pineta di Pixinamanna (a quota 100 metri s.l.m.), portano a Punta Conch’e Moi o Moio (475 m. s.l.m.), a Punt’ e su Genovesu (m. 528 m. s.l.m.), Punta Eva(quota 551 m. s.l.m.), Su Casteddu ‘e Mont’ e Sali e Punta Truba Manna, passando da “Su GiardinedduSu queste alture, oltre alla natura incontaminata, popolata solo da daini, cervi e cinghiali, è possibile scorgere antiche costruzioni nuragiche e ruderi di villaggi medievali.

Nel parco Pixinamanna inoltre sono presenti lungo il sentiero attrezzi per poter praticare allenamento a stile libero

sport e svago pixinamanna
Sport e svago pixinamanna

e trascorrere piacevoli pic-nic grazie alle aree riservate

sport e svago www.pulasardegna.it
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Is Caschettasa

Is Caschettasa

Is caschettas magica pula

Is Caschettasa sono dolci della tradizione sarda, sono dolci che si preparano principalmente per la festa di Ognissanti

Is Caschettasa di Pula viaggia in sardegna

racchiudono in questa versione un ripieno di sapa, uva passa, mandorle e noci trittate finemente. Le mandorle devono essere precedentemente sbucciate e tostate.

Ingredients

  • Per il ripieno:
  • 250 ml di sapa (vino cotto)
  • 500gr di mandorle dolci pelate
  • 75 gr di semola di grano duro
  • scorza di arancia o limone
  • Per la pasta:
  • 250 gr di farina di grano duro
  • 200 ml di acqua
  • 50 gr di strutto

Infine sistemato sulla sfoglia di pasta,

successivamente lavorate e decorate da mani esperte con l’ausilio degli attrezzi tradizionali tra cui ” is sarrettas”

Questo dolce è conosciuto con diverse forme ad esempio a forma di “S” o a “chiocciola” a “U” Stendete la pasta ad uno spessore molto sottile e ricavate dei rettangoli di grandezze diverse. Ricavate dal ripieno dei cilindretti di circa un centimetro di diametro e di lunghezze varie (in base alle forme che volete dare alle vostre caschette). Adagiate i cilindretti di ripieno sui rettangoli di pasta e avvolgeteli con quest’ultima. Quelli più lunghi potete dargli una forma a spirale, oppure ad “S” o ancora, a forma di cuore . Per quanto riguarda le ricette, c’è da dire che ogni zona, ogni paese ne hanno svariate; Ad esempio spostandoci nei diversi punti della Sardegna, le differenze diventano più marcate e troviamo addirittura delle versioni senza la sapa, dove il ripieno è simile ad una pasta di mandorle. Anche i nomi con cui vengono denominati questi dolcetti possono essere completamente diversi, per esempio nel nord Sardegna sono chiamati tillicas o tiricca.

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Chiesa San Giovanni Battista

Chiesa San Giovanni Battista

Chiesa San Giovanni Battista

La Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista è ubicata nel centro storico di Pula progettata dall’Ing. Giuseppe Costa, lo stesso che progettò il Bastione di San Remy a Cagliari, è in stile neoclassico costruita nel 1899 consacrata dal monsignor Balestra il 20 novembre 1910 sostituendo la preesistente Chiesa Romanico- Pisana del 1600, si possono infatti ancora notare i materiali utilizzati provenienti dall’antica città punica-romana

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La Chiesa San Giovanni Battista si presenta con tre navate e cappelle laterali, tra cui del S.Crocifisso e della S.S. Assunta. La facciata presenta una suddivisione in tre parti per di più con i portoni originali risalenti al 1900 inoltre affiancati da lesene e sormontati da loculi con vetri policromi come quello posto centralmente.

il campanile non fu spostato ma rifatto completamente aggiungendo due campane laterali

Bussola

Per quanto riguarda la Bussola è del 1926, nella parte alta si trovano dei rosoni in vetro policromi, del 1993

In particolare troviamo al centro Sant’Efisio, alla sinistra San Lorenzo e infine alla destra San Raimondo. Altrettanti stemmi tra cui papali, confraternita stemma del comune e regione

interno della Chiesa

Appena entrati sulla destra troviamo la Croce delle indulgenze in tal modo toccando questa croce si acquista un’indulgenza.

Sarcofaghi

Proseguendo sulla destra si può notare il sarcofago in marmo contenente le spoglie della duchessa di San Pietro Agostina Deroma cui la lapide recita delle così:

vedo così tanta grazia, mesi, devozione,
virtù e onore, tutte queste cose con se,
giacere qui con lei morta. Il dolore è così grande
che la sua stessa misura non si può calcolare.
perchè il nome di “Agostina” fa scoppiare allora il
cuore a un pellegrino?
la Duchessa mosì il 5 agosto dell’anno del Signore 1759

Mentre l’altro sarcofago proviene dalla città punica di Nora.

Stendardi

In alto al sarcofago troviamo uno degli stendardi più antichi della Parrocchia rafigurante la Madonna del Carmine del 1955 e l’altro vicino alla sacrestia è della Beata Vergine Assunta

Infine nella Chiesa di San Giovanni Battista tra le cose più importanti c’è l’altare ligneo del 500 in stile barocco, si presume fosse della preesistente Chiesa pisana di cui doveva esserci l‘Altare Maggiore. Così che la cappella di San Francesco del 1916 che presenta attualmente i disegni ancora antichi.

Altare

L’altare fu rifatto nel 1963 a oggi si presenta con un bel presbiterio, ai sui lati notiamo le Nichiette,

di cui sono contenute le reliquie dei santi sulla destra, mentre sulla sinistra ci sono gli oli santi del crisma(cresima) dei catecumeni e degli infermi.

infine parliamo degli affreschi originali dei primi del 900 e restaurati nel 2001 vennero ricoperti di calce come accadeva in epoca fascista. L’ Abside è stato decorato ex-novo ricostruendo da vecchie fotografie il disegno in precalce, mentre il resto è stato portato alla luce con la tecnica del rigatino e del puntinato.

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Sagra di Sant’Efisio

Sagra Sant’efisio del primo maggio

sagra sant'efisio primo maggio

Nacque ad Elia, alle porte di Antiochia in Asia minore, nel 250 d.C. da madre Alessandra ( pagana ) e padre Cristoro ( cristiano ). Educato dalla madre all’Idolatria. Efisio si arruolò all’esercito romano per combattere i Cristiani. ( per questo motivo il simulacro del Santo si presenta in vesti militari )

Per di più durante il viaggio verso L’Italia, li si presentò in cielo una grande Croce accompagnata da tuoni e fulmini, infatti per ripararsi la vista da tutto ciò mise la mano davanti agli occhi così che si ritrovò una stimate a forma di croce nella mano destra e la voce di Gesù che gli narra il suo futuro martirio per la fede Cristiana.

sagra sant'efisio

Arrivato a Gaeta, viene battezzato e decide quindi da li in poi di battersi per la fede Cristiana e di sconfiggere il paganesimo. Giunto in Sardegna diffonde il Vangelo creando un gruppo i fedeli. Successivamente decide di scrivere una lettera all’imperatore nella speranza che anche egli si converta, ma per questa ragione viene carcerato in una cripta profonda di stampace ( consigliato da visitare )

carcere di stampace sagra di Sant'Efisio
carcere di stampace cagliari

Intanto continuavano le conversioni, venuto a conosceza Diocleziano che lo promosse capitano del suo stesso esercito, ordinò la condanna a morte del Santo Martire presso Nora. Il tutto si verificò nell’anno 303. Il Santo prima di morire chiede a Dio di protteggere il popolo sardo dai nemici e dalla malattia.

La promessa

Ed è per questo che all’apice della paura il magistrato civico fece voto che se la peste a Cagliari fosse cessata sarebbe stata organizzata una solenne processione nella quale il simulacro del Santo avrebbe ripercorso il tragitto dallo stesso compiuto, dal carcere di Stampace fino al luogo del martirio nelle Chiesetta di Nora a Pula e viceversa. Nel 1652 Cagliari venne liberata dalla peste. Dal 1657 Cagliari rende omaggio al Santo.

La Sagra

 il Giovedì Santo, alle venti, una processione si avvia secondo un rituale predeterminato nei secoli dalla tradizione religiosa del popolo. È la “partecipazione” del Santo della Sardegna alla Pasqua L’Arciconfraternita del “Gonfalone” ripercorre il tradizionale Giro delle Sette Chiese nel Giovedì della Settimana Santa: il corteo parte dal santuario di Sant’Efisio per raggiungere, di seguito, le chiese di Sant’Antonio, delle Monache cappuccine, di San Giovanni, dell’Oratorio dell’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso, di Santa Rosalia, di Sant’Anna, per poi ritornare nuovamente a Sant’Efisio. mentre a Pula si effettua la visita e la sosta della reliquia nelle case

la partenza del simulacro

oggi si festeggia con grande devozione e fede la 364° sagra di Sant’Efisio, partendo come da tradizione dal 1°maggio al 4 maggio. Il primo maggio, come ormai da tradizione sono innumerevoli i gruppi che partecipano da tutta la Sardegna per rendere omaggio al santo martire, si ritrovano nel convento dei salesiani a Cagliari creando un ambiente di condivisione di fede e speranza, dopo una solenne benedizione il cocchio rigorosamente d’oro trainato da un giogo di buoi che possono arrivare a pesare anche quindici quintali, iniziano le manovre nella piazzetta di stampace per iniziare il pellegrinaggio portandosi dietro una folla immensa di fedeli per quasi 100 km. Le comunità di Giorgino, Su Loi, Capoterra, Sarroch e Pula accompagnano Sant’Efisio lungo tutto il suo pellegrinaggio.

Gli abiti, i gioielli, vengono minuziosamente curati e tramandati per tradizione. gli animali tra cui buoi che trainano delle ” Traccas” o carro addobbato a festa e sono curati in ogni particolare e accompagnati lungo il viaggio.

figure principali

L’arciconfraternita svolge un ruolo importante per tutte le fasi della festa, viene nominato l’Alternos figura centrale del rituale che rappresenta la figura del sindaco in tutte le fasi della sagra. Si aggiungono cavalieri, miliziani e traccas.

Le soste

La prima sosta è nella Chiesetta di Giorgino presso la Famiglia Ballero che custodisce il più modesto carro campestre. prima di arrivare in tarda serata a Sarroch si fa una breve sosta a villa D’orri.

Arrivo a Pula

il 2 maggio arriva a Pula, accolto da una folla di fedeli provenienti da tutti i paesi, da tappetti di fiori con suoni di launeddas e organetto

Sagra di Sant'Efisio  pula
pula
Sagra di Sant'Efisio Pula

finalmente alla sera viene accompagnato a Nora nel luogo del martirio per poi ritornare alla Chiesetta di Stampace il 4 maggio.

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Torre di Cala D’Ostia

Torre di Cala D’ostia

Torre di Cala D'Ostia Santa Margherita Pula

La Torre di Cala D’Ostia si trova a Santa Margherita piccola frazione di Pula, famosa per le sue spiagge e il campeggio, nonché per la Torre. Fu eretta dagli spagnoli nel 1601 per la difesa e la custodia del presente regno. Essi la costruirono a circa 5 miglia dalla torre del Coltellazzo di Nora, a ponente nella cala denominata ” Cala De Hostia ” ovvero della foce del fiume.

Torre di Cala D'Ostia Santa Margherita

La costruzione

Torre di cala D’Ostia

L’ingegnere Antonio De Vincenti fu incaricato nel 1721 da sua maestà Vittorio Amedeo II di redigere progetti di nuove fortificazioni costiere e restaurare quelle già esistenti. Per una più valida difesa delle coste della nostra isola. nel 1728 vennero conclusi i lavori. Di forma troncoconica di 7,40 m di diametro attrezzata con piccole e medie bocche di fuoco, costruita alla foce de rio per impedire al nemico l’approvvigionamento dell’acqua.

La Struttura della Torre

La Torre di Cala D’Ostia conserva tutti i particolari architettonici in particolare all’interno il corridoio d’ingresso con voltino in ginepro, la volta in pietra, la finestrella d’areazione, la scala realizzata nello spessore del muro con i gradini in pietra.

ingresso
finestrella d’areazione
Torre cala d’ostia gradini in pietra

All’esterno, il lastrico pavimentato in cotto, le ” troniere” per le bocche da fuoco rivolte a mare, nonchè i ” merloni” di protezione provvisti di paraschegge. Dall’antica torre costruita della linea di costa rimangono poche testimonianze.

Il crollo

Dall’ episodio nessun soldato scampò alla tragedia che accadde durante alcuni tiri a salve, diretti al naviglio sospetto che incrociava quella zona senza farsi riconoscere.

Per di più invitato “all’ubbidienza” anche dalle altre torri litoranee perchè non segnalava la nazionalità d’appartenenza.

Dopo una detonazione, la torre cedette a causa di un’esplosione per poi ricadere a pezzi nel mare. Infatti con la ristrutturazione si spostarono a circa 20 m per evitare i fenomeni di erosione cui era soggetta la costa.

Secondo quanto riporta una relazione del capitano Ripoll prima dell’esplosione avvenuta nel 1773, l’organico era così composto:

Alcaide Giovanni di bitti anni 67 in servizio da 25 anni, Giuseppe Ardo di san pietro 45 anni servizio da 7 anni, fabrizio perella 26 anni in servizio da 25 anni e Sisinnio Fraci 33 anni in servizio da 8 mesi. Il vicerè Giuseppe Maria Montiglio il 21 luglio 1834 dispose che gli amministratori provvedessero all’approvvigionamento di diversi generi ed “effetti” necessari alle torri.

nel 1833 arrivarono a Cala D’Ostia: un treppiedi in ferro, un tavolino ” con i suoi tiretti e chiavi”, un banchetto, una spilla di ottone, una cavagna “grande cesta morbida” manici di riserva per scure e vanga, ferri di campagna, fucili etc. tuttavia nelle zone adiacenti ci sono stati vari ritrovamenti ad esempio dai miliari romani, colonne provenienti da Nora. Risale al 1956 una segnalazione dei carabinieri di Pula del ritrovamento di di un “cannoncino che stava sulla torre di Cala D’Ostia”

le Amministrazioni coscienti della valenza, hanno avviato un restauro teso a preservare la torre dal degrado. Questo manufatto, costruito nel 1773, merita particolare attenzione per la sua architettura e il buono stato in cui si trova.

La riqualificazione

Oggi l’Amministrazione ha provveduto alla riqualificazione installando degli arredi tra cui panche e tavoli poco distante un piccolo parco giochi dando vita così a un parco in cui poter trascorrere piacevoli giornate all’aria aperta immersi nella natura.

Per raggiungerla dobbiamo prendere la Strada Statale 195 in direzione Domus de Maria ( Chia ) – Teulada. Lasciato alla nostra sinistra il bivio per Is Molas – Piscina Manna proseguiamo ancora per qualche chilometro sino a quando allo nostra destra incontriamo una piccola chiesetta  (la chiesetta di Santa MArgherita), a questo punto dobbiamo uscire dalla strada statale e continuare per la via che parte proprio a fianco della chiesetta e da lì proseguire per il lungo mare a pochi km troverete la torre sabauda.

Torre di Cala D'Ostia Santa Margherita parco
parco Cala D’Ostia

Indirizzo : Santa Margherita di Pula 09050

Orari: Aperto 24h su 24

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Torre di Coltellazzo

Torre di Sant’Efisio-torre di coltellazzo

Torre di Coltellazzo

La torre dei Coltellazzo o Coltelles chiamata anche castelli poi prese il nome del glorioso santo Efisio, fu costruita dagli spagnoli nel XVI secolo. Architettonicamente è simile a quella di San Macario.

eretta sul promontorio capo di Pula ha una forma troncoconica la cui circonferenza di base misura 43m, con diametro di circa 14m. L’ altezza originale costruita dagli spagnoli, ha subito variazioni poichè la più recente struttura in muratura, un solaio in cemento armato con dei ferri arruginiti che causarono dei cedimenti.

Torre di Coltellazzo
Torre di coltellazzo e alcuni cedimenti del nuovo volume

La costruzione auspicava da torre di avvistamento come voluta da Filippo II re di Spagna la quale contribuiva alla difesa con la torre di San Macario, cala d’ostia e Chia.

la costruzione

Si sa inoltre che nel XX secolo gli abitanti di Pula e zone limitrofe smantellarono e riutilizzato i materiali da costruzione provenienti dalla Città di Nora. Ugualmente anche le antiche maestranze, che stipulavano contratti d’appalto con la Reale Amministrazione delle Torri utilizzarono i conci per la costruzione delle Torri di Sant’Efisio, San Macario E di Chia prelevandoli dai moli di Nora.

così che spiegherebbe la velocità della realizzazione di queste Torri. Nel 1578 il vicerè De Moncada in una relazione diretta al re Filippo II prospettò, il progetto di innalzare sul promontorio una buona Torre.

Torre di Coltellazzo
stazione semaforica di Capo Pula

il costo della progettazione della Torre era di 300 ducati, e sei ducati al mese agli arruolati torrieri.

Posizione

Tuttavia la posizione elevata di questa Torre permetteva l’avvistamento dei bastimenti e per questa ragione era la prima a segnalare il pericolo imminente mettendo in allarme gli abitanti e i miliziani addetti alla difesa. La torre è chiamata ” Coltelles de armas” erano battezzate così le torri dotate di cannoni capaci di rispondere ai combattimenti delle forze navali.

Torre di coltellazzo
Sant’efisio tela del Zuddas (1880) proprietà dei Marchesi Manca di Vallermosa

In occasione della sagra di Sant’efisio le torri dislocate dal 1657 lungo la strada da Cagliari a Pula salutavano la processione con colpi di Cannone

che infittiva gli spari a salve anche durante le funzioni religiose e dei festeggiamenti.

Concludendo, oggi si può visitare la Torre tramite le visite guidate che partono dagli scavi dell’anticà città di Nora sino al raggiungimento della stessa Torre per offrivi delle belle viste dall’alto

Torre di coltellazzo
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La Torri di San Macario

Torre di San Macario

Corsari e Pirati del Mediterraneo e la torre di san macario

All’inizio del 1500, mentre l’impero turco raggiungeva la massima espansione, si formarono lungo le coste dell’Africa settentrionale gli stati barbareschi d’Algeri, Tripoli e Tunisi. prima governati da funzionari ottomani poi sempre più autonomi. originarono le città-stato mussulmane, le quali ebbero come principale attività, la pirateria.

Essi per di più esercitavano una vera e propria attività territoriale, con la divisione del bottino per quote di partecipazione.

il governo con Khair Ad Din

Per tutta la prima metà del 500 il mediterraneo fu dominato dai fratelli Arug detto Barbarossa ( Baba Arug) e il fratello Khair Ad Din. Poi ottenuto il governo dal fratello divenne il capo di una compagine di incursori. Egli morirà dopo l’incursione dell’ultimo saccheggio a causa di ciò lasciò tutto al figlio Hassan Agà Pascià, costui era adottato essendo un pastorello sardo rapito intorno al 1538 mentre pascolava un gregge su una spiaggia.

Khair Ad Din
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Nel XIV secolo l’invadente potenza dei Turchi , rendeva difficile il traffico anche nelle nostre repubbliche marinare che infatti rese indispensabile un nuovo dispositivo di difesa costiera. Fu Pietro il Cerimonioso a dare il via alla costruzione delle Torri , con il compito di avvisare della presenza di eventuali nemici. Conseguentemente Filippo II approvò infatti i trenta capitoli proposti dai tre stamenti il 29 settembre 1587 scegliendo poi tra gli spagnoli congedati dall’esercito residenti in Sardegna successivamente i Sardi congedati dalla Milizia.

LA TORRE e la sua storia

Fu costruita nel 1595 sull’isolotto che prese il nome dall’antico culto che si praticava presso il monastero bizantino eretto in nome del Divo Machario.

torre di san macario

M a ancora più importante prima della costruzione della torre erano stati costruiti vari edifici dei patron delle tonnare per la lavorazione e la custodia del pescato e per dormitori dei quali ancora oggi se ne vedono le tracce.

Le torri di Pula
torre di san macario

Le armi

La Torre di San Macario, chiamata ” de Armas” dagli Spagnoli era stata progettata per accogliere sulle piazze d’arme, bocche da fuoco capaci di rispondere al cannoneggiamento navale.

armi per rispondere al fuoco nemico

La Torre, dal punto di vista delle armi, comprendeva, due cannoni di grosso calibro puntati soprattutto verso il mare aperto, uno piccolo a protezione tra il canale di separazione tra l’isolotto e la terra ferma, mentre un pedriere e in seguito una spigarda, a difesa dell’area antistante l’ingresso. La Torre di san macario era dotata inoltre di bertesche per il tiro radente, in particolare alla difesa del piede e di caditoia così che da poter piombare il nemico attentava il boccaporto d’ingresso.

torre di san macario

A protezione dei torrieri che sporgendosi potevano diventare un facile bersaglio, sono stati costruiti sui punti cardinali piombatoi e garitte provvisti di feritorie.

per lo stesso motivo cioè per salvaguardare il torriere venne costruita pure una cisterna atta alla resistenza a oltranza in caso di assedio, era la cisterna con la sua rete idrica,l’acqua piovana si incanalava in un grosso recipiente di terracotta che in seguito indirizzava l’acqua nella cisterna così che l’organico attingeva con il permesso del comandante.

scale interne della torre

Tuttavia ad oggi rimane tra le tre torri la sola raggiungibile per via mare, con un’imbarcazione privata dal porto di Perd’e Sali mentre la Torre dei Coltelles e la Torre di Cala D’ostia sono visitabili mentre si fa una passeggiata o con una guida turistica nel caso di Coltellazzo.

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